Settembre 25, 2022

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Snapshot: Contenzioso tributario in Italia

Procedimenti giudiziari

Tribunali competenti

Quali tribunali sono competenti a conoscere delle controversie fiscali?

Di norma, i tribunali tributari hanno giurisdizione su tutte le controversie fiscali. Le cause tributarie sono finalizzate a verificare la legittimità procedurale della dichiarazione di accertamento e la legittimità sostanziale dell’onere fiscale. Sono escluse dalla competenza delle Commissioni Tributarie le controversie relative ad azioni esecutive conseguenti all’emissione di un avviso di pagamento. Le uniche questioni esecutive ascoltate nei tribunali tributari sono le controversie sul diritto amministrativo a riscuotere le tasse.

Tribunali tributari:

  • Commissione Tributaria Provinciale del territorio in cui ha sede l’Agenzia delle Entrate emettente l’atto impugnato (primo grado);
  • Un tribunale tributario regionale (secondo grado), che può annullare le decisioni dei giudici tributari provinciali ubicati nella regione di riferimento; E
  • La Suprema Corte di Cassazione (terzo e ultimo grado), che si pronuncia sulle decisioni della Commissione Tributaria Regionale, ma solo per motivi di diritto.

Registrazione di un reclamo

Come si possono portare in giudizio le controversie fiscali?

Decreto Legislativo n. L’articolo 19 del 546/1992 fornisce un elenco di azioni impugnabili. Questi includono:

  • Avvisi di valutazione;
  • Obbligazioni per l’applicazione di sanzioni pecuniarie;
  • Avvisi di pagamento;
  • Iscrizioni di mutui su immobili;
  • Azioni relative alle qualifiche catastali;
  • mancato pagamento di rimborsi fiscali, sanzioni e interessi; E
  • Rifiuto o revoca dei benefici.

La causa viene avviata presentando un ricorso, che deve includere:

  • Commissione Tributaria Provinciale a cui si presenta il ricorso;
  • Il contribuente e il suo legale rappresentante;
  • residenza o sede legale o residenza del contribuente;
  • Agenzia delle Entrate impugnata; E
  • Oggetto di impugnazione e motivo di impugnazione.

In particolare, l’oggetto del ricorso si compone di due componenti: Piccolo (ricorso depositato in tribunale tributario) e Sufficienza causale (Motivi a sostegno del ricorso).

Il ricorso va presentato all’Agenzia delle Entrate che ha emesso il vincolo e depositato presso la Commissione Tributaria Provinciale. L’avviso di ricorso deve avvenire tramite posta certificata.

I ricorsi devono essere presentati entro 60 giorni dalla notifica del vincolo impugnato. I contribuenti devono presentare ricorso on line con i documenti giustificativi alla competente Commissione Tributaria Provinciale attraverso il software SIGIT (Sistema Informativo Tributario) entro 30 giorni dalla data di notifica del ricorso alla controparte.

Dopo il deposito del ricorso, la Commissione Tributaria Provinciale verifica se è stata pagata l’imposta di partecipazione alle cause tributarie (tassa di tribunale o semplicemente CUT). Il CUT è pagabile una sola volta e non ci sono costi per il successivo deposito di memorie e documenti. L’importo del TAGLIO dipende dal valore della controversia. L’importo massimo è di € 1.500.

Non è prevista una soglia minima di ricorso. Tuttavia, per le obbligazioni emesse dall’Agenzia delle Entrate, i contribuenti che chiedono imposte inferiori a 50.000 euro e che intendono ricorrere in appello devono presentare istanza di arbitrato tributario.

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Riunione delle rivendicazioni

È possibile consolidare le pretese fiscali che interessano più dichiarazioni dei redditi o contribuenti?

In base alla giurisprudenza della Suprema Corte italiana, un unico ricorso può essere proposto nei confronti di più dichiarazioni di accertamento o di soggetti diversi solo se l’obbligazione tributaria impugnata è la stessa.

Pagamento anticipato

Il contribuente deve pagare l’importo contestato in tribunale prima di proporre reclamo?

La presentazione di un ricorso non interrompe le procedure di riscossione.

Se il contribuente propone ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, l’Agenzia delle Entrate può chiedere il pagamento di un terzo dell’imposta accertata oltre interessi (ma nessuna sanzione) mentre la causa è pendente in Tribunale.

Se la sentenza di primo grado è favorevole al contribuente, questi ha diritto alla restituzione dell’acconto.

Il contribuente, invece, è tenuto al pagamento dei due terzi delle imposte accertate, oltre ai relativi interessi e sanzioni, mentre la causa è pendente innanzi alla Commissione Tributaria Regionale.

A seguito della decisione negativa della Commissione Tributaria Regionale, tutte le somme residue devono essere pagate.

Per evitare tali acconti, i contribuenti possono chiedere ai giudici di primo o secondo grado (anche con ricorso in Cassazione) il differimento dell’esecuzione dell’accertamento. Un tribunale tributario può disporre una sospensione che può causare gravi danni al contribuente (Pericolo in Mora) e il ricorso è fondato (Fumus boni juris)

Recupero dei costi

In che misura possono essere recuperati i costi di una controversia?

Nei casi tributari, la Commissione Tributaria chiede alla parte soccombente di sostenere le spese della causa.

Numero d’ordine. Ai sensi dell’articolo 15, comma 2, della 546/1992, le spese di causa (in tutto o in parte) sono equamente ripartite solo se entrambe le parti sono soccombenti o per motivi gravi ed eccezionali, espressamente indicati nella sentenza.

Finanziamenti di terzi

Ci sono restrizioni o regole riguardanti il ​​finanziamento di terzi o l’assicurazione per i costi di una controversia fiscale, incluso il ricorso in tribunale?

No.

Disponibilità di prove con giuria

Chi è il decisore in tribunale? Sono disponibili processi con giuria per dirimere controversie fiscali?

Le Commissioni Tributarie Provinciali e Territoriali formano un collegio di tre giudici.

Le questioni tributarie sono di competenza della Quinta Sezione della Corte di Cassazione, composta da un collegio di cinque giudici.

Non c’è processo con giuria nelle controversie fiscali.

Tempi

Quali sono i tempi tipici per le indagini fiscali?

Dal ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale alla pronuncia di merito: un anno circa.

Dal ricorso alla Commissione Tributaria Regionale alla relativa sentenza: un anno circa.

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Dal ricorso in Cassazione al giudizio di merito: circa cinque anni (di solito si sperimentano fasi più lunghe).

Obblighi di informativa

Quali sono gli obblighi di informativa o l’obbligo di fornire informazioni a un’indagine?

I tribunali tributari hanno il potere di accedere e richiedere informazioni fattuali presentate dalle parti. Tuttavia, i giudici non possono obbligare le parti a presentare i documenti che ritengono necessari per prendere una decisione.

Le parti possono presentare atti a sostegno delle proprie argomentazioni entro 20 giorni di calendario liberi prima della data dell’udienza.

Prove ammissibili

Quali prove sono ammissibili alle udienze fiscali?

Solo le prove documentali saranno consentite nella verifica fiscale.

Le dichiarazioni giurate e le testimonianze non sono ammissibili alle udienze fiscali.

Dalla testimonianza dei testimoni sono escluse le dichiarazioni verbali di terzi nei verbali della Polizia Tributaria o dei verbali di revisione dell’Agenzia delle Entrate. Sebbene tali prove circostanziali possano essere utilizzate nelle decisioni giudiziarie, non costituiscono l’unica base per la decisione. La giurisprudenza standard ha ripetutamente adottato questa posizione.

Per questioni complesse, i giudici tributari possono richiedere una consulenza tecnica all’Agenzia delle Entrate o alla Pubblica Amministrazione. Tuttavia, gli esperti non possono testimoniare ma possono fornire dichiarazioni scritte.

Parimenti, il giudice può chiedere l’accesso a studi, dati, informazioni e relazioni tecniche al legale della pubblica amministrazione.

Non è prevista la traduzione delle prove.

Rappresentazione ammessa

Chi può rappresentare i contribuenti nella verifica fiscale? Chi rappresenta l’Agenzia delle Entrate?

Nei casi fiscali, i contribuenti devono assumere un consulente legale professionista autorizzato a rappresentare i clienti nei procedimenti dinanzi ai tribunali tributari.

I contribuenti possono comparire senza rappresentanza legale se sono soggetti legittimati all’assistenza in sede tributaria o se l’importo contestato è inferiore a 3.000 euro.

L’Agenzia delle Entrate è rappresentata nei procedimenti da propri funzionari o da pubblici ministeri.

Promozione delle attività

Le indagini fiscali sono comuni?

Sebbene le cause fiscali in Italia siano condotte senza le parti o il loro consulente legale, le parti possono chiedere di essere autorizzate a presentare le proprie argomentazioni oralmente. In particolare, ciascuna parte può presentare istanza di udienza pubblica all’altra parte e alla Commissione Tributaria entro 10 giorni di calendario liberi prima della data dell’udienza.

Puoi anche richiedere l’ascolto a distanza Skype per affari applicazione.

Onere della prova

Chi ha l’onere della prova nelle indagini fiscali?

In genere, l’onere della prova nelle cause tributarie è che l’Agenzia delle Entrate emette avviso di accertamento.

Tuttavia, quando una certa presunzione è obbligatoria per legge, o quando la prova è molto vicina al contribuente (ad esempio, detrazione delle spese), l’onere della prova è a carico del contribuente.

Processo di gestione del caso

Qual è il processo di gestione del caso per un’indagine fiscale?

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Il breve processo è il seguente:

  • Il ricorso deve essere presentato entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento;
  • Entro 30 giorni dalla notifica del ricorso, il contribuente deve depositare il ricorso e presentare gli atti al tribunale tributario;
  • Entro 60 giorni dalla notifica del ricorso, l’Agenzia delle Entrate deve depositare il controricorso e presentare gli atti al giudice tributario (l’Agenzia delle Entrate può comparire direttamente dinanzi al giudice tributario in udienza pubblica);
  • Se richiesto, è fissata l’udienza di sospensione dell’avviso di accertamento da parte della Commissione Tributaria;
  • Se richiesto, è fissata un’udienza pubblica da parte della Commissione Tributaria;
  • Entro 20 giorni di calendario liberi prima della data dell’udienza, le parti possono depositare altri atti;
  • Entro 10 giorni di calendario liberi prima della data dell’udienza, le parti possono depositare repliche; E
  • Dopo l’udienza, la Commissione Tributaria emette la sua decisione (non c’è un termine).

Appello

È possibile impugnare un’ordinanza del tribunale? Se sì, su quale base?

I ricorsi alle Commissioni Tributarie Regionali devono essere presentati entro 60 giorni dalla notifica della decisione della Commissione Tributaria Provinciale. In mancanza di notifica della sentenza, entro sei mesi dal deposito della sentenza può essere proposto ricorso alle Corti Tributarie Regionali.

I presupposti per il ricorso alla Commissione Tributaria Regionale sono diversi. Ciò include: una sintesi del procedimento, l’oggetto del ricorso e i motivi specifici del ricorso. Come il ricorso dinanzi a un tribunale tributario provinciale, il ricorso dinanzi a un tribunale tributario regionale deve avere entrambi Piccolo e A Sufficienza causale.

Il ricorrente non può proporre domande non presentate in primo grado. Le note e gli atti pervenuti nel corso di un giudizio avanti la Commissione Tributaria Provinciale sono automaticamente trasmessi alla Commissione Tributaria Regionale per il riesame. Le questioni e le eccezioni non sollevate nel giudizio di secondo grado sono automaticamente rinunciate.

La decisione della Commissione Tributaria Regionale può essere impugnata in Cassazione, solo per motivi di diritto.

Il ricorso in Cassazione può essere proposto per i seguenti motivi:

  • Giurisdizione;
  • Violazione delle disposizioni relative alla competenza territoriale;
  • Violazione e uso improprio delle disposizioni di legge;
  • nullità della decisione o del procedimento; E
  • Assenza di esame del fatto decisivo controverso.

Il ricorso in Cassazione deve essere presentato entro 60 giorni dalla decisione della Commissione Tributaria Regionale. In mancanza di avviso, è possibile proporre ricorso in Cassazione entro sei mesi dal deposito della decisione della Commissione Tributaria Regionale.