Ottobre 23, 2021

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Recensione Martin Eden – Elegante film italiano tratto dal romanzo di Jack London | Film drammatici

MArtin Eden (Luca Marinelli il Magnetico) è un ospite del brunch nella maestosa tenuta Orsini. La famiglia vuole ringraziarlo per aver salvato il figlio più giovane, Arturo (Justiniano Albi), da una rissa di strada. Qui incontra e si innamora della loro docile figlia, Elena (Jessica Chrissy). Martin era un marinaio di professione, un lettore vorace senza un’istruzione formale. Per quanto riguarda la pasta, suggerisce con coraggio che la povertà può essere eliminata attraverso l’educazione come il sugo con i panini. Elena gli dà dei libri e lo incoraggia a iniziare a scrivere.

Il regista italiano Pietro Marcello prende il romanzo di Jack London del 1909, ambientato a Oakland, in California, e porta il racconto di Faustian di un aspirante scrittore della classe operaia nell’Italia del dopoguerra e nella città portuale di Napoli. Il periodo è volutamente ambiguo e arcaico: le auto e la moda ricordano gli anni Cinquanta, ma ci sono i televisori a colori, e la colonna sonora vede una discoteca Italo. Documentari d’archivio di manifestazioni socialiste e voci oniriche della povera infanzia di Martin che interrompono la traiettoria ascendente del nostro eroe. Suggeriscono che la classe è qualcosa da tradire piuttosto che trascendere.

Il film ripercorre la storia d’amore di Martin con la ricerca del progresso individuale. Come il capitalismo, è allettante. Se la scrittura è un’arte democratica e di livello sociale, Marcello deve al celebre autore una vendita, facendosi strada verso il successo. Quando Martin arriva lì, nel terzo atto del film, tutto il resto è perduto. È interpretato da Marinelli come una rockstar biondo chiaro, che marcisce nel suo castello.

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