Maggio 25, 2022

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Gli imprenditori italiani hanno messo in imbarazzo Roma tenendo un video incontro con Vladimir Putin

Il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato mercoledì in collegamento video i dirigenti delle principali aziende italiane, nonostante le tensioni tra Mosca e l’Occidente sull’Ucraina e la NATO.

L’incontro, durato oltre due ore, è stato un grave imbarazzo per il governo di Roma, arrivato in un momento in cui le potenze occidentali hanno minacciato sanzioni contro la Russia in caso di attacco all’Ucraina.

Il presidente russo ha detto che Mosca vede l’Italia come uno dei suoi principali partner economici, al terzo posto tra i paesi dell’UE in termini di volume di scambi.

Tra le aziende invitate i colossi dell’energia Eni ed Enel, il produttore di pneumatici Pirelli, ma anche le banche UniCredit e Intesa Sanpaolo e la compagnia assicurativa Generali.

Secondo quanto riferito, il governo di Mario Draghi ha invitato Eni ed Enel, società partecipate dallo Stato italiano, a ritirarsi dalla riunione. Non c’era nessun funzionario del governo.

Eni ha deciso di non partecipare, ha detto all’Afp un portavoce dell’azienda. Ma nel caso dell’Enel il ricorso è caduto nel vuoto. Presenti anche Generali e Pirelli, che hanno coordinato l’evento.

Secondo quanto riferito, i capi d’affari, che si trovavano a Roma e Milano, sarebbero stati obbligati a lasciare i cellulari fuori mentre si svolgeva l’incontro in videolink.

Putin ha detto al suo pubblico che la Russia è “un fornitore di fiducia di risorse energetiche per i consumatori italiani”. I prezzi del gas sono aumentati vertiginosamente questo inverno e si sospetta che la Russia abbia approfittato della tensione del mercato per ridurre le consegne e aumentare i prezzi.

Il presidente della Camera di commercio italo-russa, Vincenzo Trani, ha osservato che ci sono state “alcune difficoltà e fattori esterni sfidanti negli ultimi anni tra Russia e Italia”.

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Ma ha detto che le due nazioni “hanno sempre saputo superarle attraverso il dialogo”.

L’Unione Europea, di cui l’Italia è membro, ha imposto una serie di sanzioni alla Russia nel 2014, in risposta all’annessione della penisola di Crimea all’Ucraina.

L’economia italiana ha un deficit commerciale cronico con la Russia. Nel 2019, prima che la pandemia colpisse, le importazioni russe in Italia valevano 14,3 miliardi di euro, quasi il doppio del valore delle esportazioni italiane in Russia che ammontavano a 7,9 miliardi di euro, secondo i dati del governo italiano.