Luglio 19, 2024

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Trasparenza al servizio della missione della Chiesa: l’APSA pubblica il rapporto finanziario 2022

Trasparenza al servizio della missione della Chiesa: l’APSA pubblica il rapporto finanziario 2022

L’Amministrazione vaticana per i Beni della Santa Sede (APSA) ha diffuso il bilancio 2022, con il presidente dell’associazione, il vescovo Nunzio Galantino, che ha affermato: “Siamo tutti ormai convinti che la reputazione della Chiesa nel gestire quanto le è affidato con la la generosità dei fedeli è un prerequisito per la credibilità del suo annuncio”.

Di Nicola Gorey – L’Osservatore Romano

Nel 2022 l’Amministrazione per i Beni della Santa Sede (APSA) ha contribuito con 32,27 milioni di euro per coprire i bisogni della Curia Romana. È il dato notevole che emerge dalla pubblicazione del rendiconto finanziario della Fondazione Vaticana giovedì 10 agosto 2022.

Così, il risultato economico finale dell’APSA ha raggiunto il “punto di pareggio”, in quanto il contributo versato alla Curia romana, secondo le disposizioni congiunte con la Segreteria generale per l’Economia, è stato pari all’eccedenza delle entrate realizzate.

“Le pagine fornite e i numeri in essa contenuti – scrive il presidente dell’Apsa, mons. creato dai conflitti in corso”. Queste pagine “alimentano l’ambizione: portare alla luce un campo, quello della gestione e dell’organizzazione, che vive di efficienza e correttezza”. [It. lealtà]e trasparenza. Ma anche sulla fiducia, come diceva il grande economista settecentesco Antonio Genovese.

Un altro elemento che emerge dalla lettura della relazione finanziaria è l’importo che l’APSA versa in imposte dirette e indirette derivanti dalla gestione e acquisizione di immobili sul territorio italiano. Per l’anno d’imposta 2022 ho versato all’Imu 6,05 milioni di euro [Italian real estate tax] e 2,91 milioni di euro per Ires [Italian corporate tax]. Di questi la sola APSA ha versato 4,65 milioni di IMU e 2,01 milioni di IRES.

Mons. Galantino spiega al riguardo che “la trasparenza dei numeri, dei risultati conseguiti e delle azioni definite è uno degli strumenti di cui disponiamo per fugare dubbi infondati circa l’entità del patrimonio ecclesiale, la sua gestione o l’andamento dei doveri di giustizia, come il pagamento dei tributi dovuti e delle altre tasse”.

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D’altronde, rileva il vescovo, “a poco più di un anno dalla pubblicazione della Costituzione apostolica Tsedei Evangeliumla natura e i compiti che papa Francesco ha affidato all’Apsa diventano sempre più chiari”. l’Apsa è chiamata a contribuire alla missione missionaria della Chiesa”. In questo senso, puntualizza il Presidente, “siamo tutti ormai convinti che la reputazione della Chiesa nella gestione di quanto le viene affidato dalla generosità dei fedeli è un prerequisito per l’attendibilità della sua dichiarazione”. Questo è “uno dei motivi che giustificano la pubblicazione della relazione finanziaria annuale per il terzo anno consecutivo”.

“Con la collaborazione e la professionalità di tutta la comunità dell’APSA” afferma il Vescovo, “prosegue il cammino per il raggiungimento degli obiettivi fissati nel Piano di sviluppo triennale, che viene costantemente aggiornato e sottoposto agli organi di vigilanza della Santa Sede. “Voi condividete con lui la missione dell’evangelizzazione”.

In questo spirito di trasparenza, la relazione finanziaria fornisce una panoramica dei risultati conseguiti e delle difficoltà economiche incontrate. In particolare, dal punto di vista economico, l’anno fiscale 2022, successivo al periodo della pandemia di COVID-19, è stato caratterizzato anche da “conseguenze finanziarie ed economiche negative” derivanti dal conflitto in Ucraina. Inoltre, come era “già evidente nei primi mesi, si sono verificate pressioni inflazionistiche e un aumento significativo dei costi energetici, che hanno avuto un impatto negativo sui risultati operativi delle diverse aree di attività di APSA”.

Sul lato positivo, i dati della gestione immobiliare mostrano un aumento di 32 milioni di euro rispetto al 2021.

D’altra parte, va ricordato che l’APSA è chiamata a gestire, secondo determinati fini, le disponibilità liquide e reali della Santa Sede. In primo luogo, l’obiettivo non è il profitto, ma la conservazione e il consolidamento dell’eredità ricevuta in dote ricorrendo a quelli che papa Francesco ha definito “investimenti delle vedove”. È un’espressione comune che evidenzia gli standard con cui l’Ufficio Investimenti APSA opera, ancora oggi; Ad esempio, non perseguendo fini speculativi ma piuttosto “tariffe più basse e comprovato impatto sociale”. Proprio in questo periodo, con segnali di ripresa delle normali attività, all’APSA è richiesto di attuare un’amministrazione seria e affidabile, basata sui processi di razionalizzazione, trasparenza e professionalità richiesti dal Papa.

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Per quanto riguarda la gestione dei titoli, la politica di investimento di APSA, secondo criteri prudenti e mai speculativi, ha continuato a essere improntata a “un adeguato equilibrio tra rischio e redditività di medio-lungo periodo, a favore di una prudente distribuzione degli attivi”. Nel 2022, nonostante la situazione economica incerta, sarebbe stato più opportuno avere un’allocazione strategica di portafoglio conservativa, caratterizzata da un’esposizione azionaria limitata (circa il 25%, inclusa la componente di alternative asset). ma anche “una bassa scadenza media di tranche obbligazionarie di circa 4/5 anni e un alto livello di liquidità precauzionale”, per far fronte a futuri e incerti impegni finanziari della Santa Sede e “cambiamenti di governo, anche connessi alla nuova Costituzione Apostolica”.

In particolare, il risultato della gestione titoli è pari a -6,7 milioni di euro, a fronte di un risultato positivo di 19,85 euro nel 2021. Ciò comporta una differenza di -26,55 milioni di euro rispetto al 2021. Analogamente, i costi operativi passano da 10 milioni di euro a 100.000 euro 13 milioni. Date le elevate valutazioni di mercato, la traballante crescita economica, un forte calo degli utili societari e una spirale inflazionistica, APSA ha preferito “mantenere la posizione del portafoglio sostanzialmente invariata rispetto al 2021, pur continuando ad adottare una politica di controllo del rischio coerente e attenta”. Gli investimenti in asset alternativi sono rimasti in standby, nella misura in cui potessero avere un impatto sulla gestione della liquidità.

Gli investimenti finanziari gestiti da APSA ammontano al 31 dicembre 2022 a circa 1.777 milioni di euro e comprendono sia gestioni immobiliari che gestioni conto terzi (di enti o collegati della Santa Sede). L’APSA gestisce anche altre attività, che includono i costi relativi al funzionamento dell’intera organizzazione, tra cui la Peregrinatio ad Petri Sedem (un’istituzione pontificia che facilita i viaggi dei pellegrini in visita a Roma e in altre località del mondo). La relazione allegata al bilancio indica il piano triennale intrapreso per migliorare i risultati e migliorare le modalità di lavoro. In particolare si stima un beneficio di 55,4 milioni di euro al raggiungimento degli obiettivi. Ciò avverrà implementando “posti vacanti restituibili” [It. sfitti a rendere] Un programma per conseguire una progressiva diminuzione delle unità immobiliari sfitte. 79 immobili nei due gruppi massimi di lotti in cui è suddiviso il progetto sono già stati ristrutturati e sono già in fase di commercializzazione. Per il secondo contratto da 61 unità è già iniziata la fase di rinnovo.

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Questo articolo è originariamente apparso in italiano L’Osservatore Romano.