Novembre 28, 2021

Conca Ternana Oggi

Ultime notizie e rapporti economici sull'Italia.

L’Italia saluta il padre di Dramisu, Ado Campiole

L’origine del Tramisu è nota dal ristorante trevigiano.

È morto all’età di 93 anni Ado Campeol, popolarmente conosciuto come “il papa di Tiramisù” dai media italiani.

Campiol era il proprietario dello storico ristorante Alle Beccherie a Treviso, nel nord Italia, dove si dice che il tiramisù sia stato scoperto nel 1969.

Quando si preparava il gelato alla vaniglia, quando si aggiungeva un po’ di mascarpone al composto di uova e zucchero, la creazione del dolce famoso in tutto il mondo è avvenuta per caso.

Dopo aver assaggiato l’impasto su biscotti salati imbevuti di caffè (detti anche Lady Fingers), la moglie di Campiol, Alba de Billo, completa la ricetta con lo chef Roberto Linguanoto.

Ado Cambiol e sua moglie Alpha de Billo con la loro batteria al ristorante Le Becheri di Treviso.

La creazione culinaria si chiama “Tirame Sù” (che divenne Tiramisù), che si traduce in “prendimi”.

Questo piatto è stato formalmente aggiunto al menu del ristorante nel 1972, ma non è apparso in stampa fino a quando non è stato presentato nel numero del 1981. Veneto, Rivista trimestrale dedicata all’enogastronomia.

Il suo Veneto Nella rubrica Giuseppe Maffioli, scrittore gourmet, ha scritto del tiramisù, identificando il Gambiol e Le Beccherie come il tipo di dolce più sconosciuto dell’epoca.

Questa invenzione, rivendicata da altri per molti anni, non fu mai brevettata dalla famiglia Campiol, e favorì la prosperità di varie cucine e di altre versioni della sua origine.

L’enorme successo internazionale del dolce portò a una guerra commerciale per il suo patriarcato, in particolare tra il Friuli Veniceia Giulia e il Veneto del nord Italia.

READ  Gli imputati affermano che Britt "rapito" in Italia lo ha messo in scena

Ma secondo l’Accademia Drummies, la sua origine “quasi certa” è nota da Ale Becheri di Treviso.

Luca Jaya, governatore del Veneto, ha espresso sabato il suo cordoglio alla famiglia Campiol: “Traviso sta perdendo un’altra stella della sua storia enogastronomica”.