Marzo 2, 2024

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“L'Economia di Francesco e il mondo del vino italiano” – Exaudi

“L'Economia di Francesco e il mondo del vino italiano” – Exaudi

Sua Santità Papa Francesco ha ricevuto questa mattina, nel Palazzo Apostolico del Vaticano, i partecipanti al convegno organizzato da Vinitaly sul tema “L'Economia di Francesco e il mondo del vino italiano” e ha rivolto loro il saluto che pubblichiamo di seguito. :

Saluti del Santo Padre

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Vi do il benvenuto, saluto mons. Bombili e tutti voi. Siete qui in occasione del convegno che ho organizzato Finitalia Sul tema “L'Economia di Francesco e il mondo del vino italiano”. Per numero di produttori coinvolti, qualità della produzione e peso professionale quello che avete è sicuramente un dato importante, sia nel panorama enologico italiano che internazionale, quindi è bene che siate qui insieme per ragionare sugli aspetti etici ed etiche che tutto questo comporta, e da cui traete ispirazione Poverello Da Assisi.

Le direzioni fondamentali in cui ho scelto di muovermi – attenzione all’ambiente, lavoro e sane abitudini di consumo – indicano un atteggiamento di focus rispetto, a vari livelli. Il rispetto nella vostra attività è certamente fondamentale: per ottenere un prodotto di qualità, infatti, non basterà l'applicazione di tecniche industriali e logiche commerciali. Il terreno, le viti, i processi di impianto, fermentazione e maturazione richiedono tutti coerenza, richiedono attenzione e richiedono pazienza.

La Bibbia parla di questi argomenti. Viene in mente il messaggio di Giacomo in cui dice: «Ecco, l'agricoltore attende il frutto prezioso della terra, e l'aspetta con pazienza finché non riceva la pioggia primaverile e quella tardiva» (J.M 5:7). E penso soprattutto a Gesù, che lascia ai suoi discepoli nella sua forma finale, parlando del Padre come di un agricoltore, che si prende cura della vite, la pota e fa in modo che porti buoni frutti (cfr. John 15:1-6).

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Rispetto, coerenza e capacità di potare fino a fruttificare: sono messaggi preziosi per l'anima, che apprendiamo bene dai ritmi della natura, della vite e del lavoro. Si tratta di un'infinità di competenze, che solo in parte possono essere trasferite in modo tecnico, “accademico”, e spesso sono legate invece alla condivisione di conoscenze pratiche e di vita, e di esperienze specifiche da maturare sul campo, in modo questo è tutto. È tanto più proficuo quanto più ci si permette di partecipare alla dimensione umana di ciò che si fa.

Rispetto e umanità, se da un lato valorizzano l’uso della terra, dall’altro sono più decisivi nella gestione del lavoro, nella tutela delle persone e nel consumo dei prodotti, per maturare, a livello individuale e aziendale, la capacità “di rifiutare ogni forma di egoismo e di auto-preoccupazione” che è “essenziale se vogliamo veramente “prenderci cura dei nostri fratelli e sorelle e dell’ambiente naturale”, tenendo conto “dell’impatto di tutte le nostre azioni e del nostro carattere”. decisione riguardo al mondo che ci circonda» (Enciclica Laudato Si', 208). Infatti, «la vera preoccupazione per la nostra vita e i nostri rapporti con la natura sono inseparabili dalla fraternità, dalla giustizia e dalla devozione verso gli altri» (ivi70).

Cari amici, il vino, la terra, le competenze agricole e le attività imprenditoriali sono doni di Dio, ma non dimentichiamo che il Creatore li ha affidati a noi, alla nostra sensibilità e fedeltà, per realizzarli, come dice la Bibbia. , fonte di vera gioia «per il cuore umano» (cfr. Nota 104:15), e per ogni essere umano, non solo per chi ha più opportunità. Grazie allora per aver scelto di ispirare le vostre azioni a sentimenti di riconciliazione, di aiuto ai più deboli e di rispetto per il creato, sull'esempio di San Francesco d'Assisi. Con questo mi congratulo con voi e vi auguro, a modo suo, “pace e bene”. Grazie.

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Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede22 gennaio 2024