Maggio 23, 2024

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Mar Rosso: Il governo lavora per tutelare la centralità dell’Italia nelle rotte logistiche globali

Mar Rosso: Il governo lavora per tutelare la centralità dell’Italia nelle rotte logistiche globali

Il Governo italiano sta lavorando per scongiurare il rischio che le conseguenze della crisi diventino strutturali e per tutelare la centralità del Paese nelle rotte logistiche globali, sottolineando il ruolo dell’Italia come piattaforma logistica per l’Europa nel Mediterraneo Centrale. In questo senso si è tenuto oggi alla Farnesina il primo tavolo per discutere delle ricadute della crisi del Mar Rosso sull’economia italiana, presieduto dal Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio TajaniCon il Ministro del Commercio e dell’Industria italiano, Adolfo Orso. Da metà novembre 2023, il movimento filo-iraniano Houthi dello Yemen ha lanciato una serie di attacchi contro navi commerciali e militari nel Mar Rosso. (Una delle principali arterie commerciali del pianeta) E nel Golfo di Aden. Da novembre a metà aprile, il traffico commerciale nello stretto di Bab al-Mandab ha subito un calo del 64,7%, mentre nel Canale di Suez la contrazione ha raggiunto il 50,6%.

Si stima che il valore annuo prima della crisi Flussi di importazione ed esportazione in Italia Il valore del transito attraverso il Canale di Suez ammonta a circa 148 miliardi di euro, di cui 93 miliardi di importazioni e 55 miliardi di esportazioni. Ciò rappresenta il 42,7% del commercio estero italiano via mare e l’11,9% del commercio estero del Paese. I flussi commerciali con partner come gli Stati del Golfo, la Cina, il Giappone e l’India sono quelli più a rischio, con implicazioni settoriali più pronunciate per il tessile, l’abbigliamento, il petrolio e i prodotti meccanici. A livello di prodotto, il tessile e l’abbigliamento sono i più a rischio (un terzo delle importazioni passa da Suez); Olio grezzo e raffinato. Prodotti meccanici (questi ultimi da soli rappresentano circa il 30 per cento delle nostre importazioni).

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“La sicurezza economica diventa sempre più l’asset su cui l’Italia e l’Europa devono agire, in un contesto globale in cui persistono diversi fattori di rischio a causa del conflitto in Medio Oriente”, ha dichiarato il Ministro Urso, secondo un comunicato diffuso dalla Farnesina. . Citato in una nota della Farnesina. “I valori economici legati alla crisi del Mar Rosso sono molto alti: basti pensare che la via marittima attraverso il Canale di Suez è cruciale per le esportazioni made in Italy. Un’altra preoccupazione riguarda il rischio che i traffici vengano dirottati dall’Asia all’Europa. a scapito del sistema”, ha detto Orso. I porti italiani e l’economia associata. Dopo il picco di metà gennaio, i costi del trasporto container sulla rotta Shanghai-Genova sono diminuiti per poi riprendere a salire. Secondo dati aggiornati a maggio. 9, il costo unitario è attualmente di 4.300 dollari, con un aumento del 95% su base annua.

La crisi ha un impatto misto sulle regioni italiane. Le regioni con il maggior valore dell’export che transita attraverso il Mar Rosso sono la Lombardia (12,9 miliardi di euro)Emilia Romagna (9,3 miliardi) e Veneto (5,7 miliardi). Tuttavia, l’Emilia-Romagna è la regione italiana che ricava la quota più elevata del suo PIL dalle esportazioni attraverso il Canale di Suez. (5,3%)seguito dal Friuli Venezia Giulia (4,7%) E la Toscana (3,7%). Nel breve periodo i sei maggiori porti italiani avranno la loro quota di scambi commerciali (Genova, Venezia, Trieste, Gioia Tauro, Augusta e Livorno) Ha registrato un calo significativo del traffico, raggiungendo il -20% in poche settimane lo scorso gennaio. Ma recentemente c’è stata una rinascita (-15 per cento a metà aprile). A livello nazionale si è registrato in Italia un calo del 25-30 per cento dei container trasportati dal canale dal novembre 2023 allo scorso marzo. Tra i porti più colpiti il ​​porto di Ravenna, che ha registrato un -19%, seguito dal porto di Genova (-12,1%) E La Spezia (7%).

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“Il governo è al fianco delle imprese che operano all’estero, anche nelle situazioni di crisi che devono essere affrontate con un approccio sistematico”, ha annunciato oggi Tajani. “Ci siamo subito attivati ​​per lanciare l’operazione europea Aspides, che svolge una funzione essenziale volta a ristabilire la sicurezza e la libertà di navigazione nella regione: faremo tutto quanto in nostro potere per tutelare il sistema marittimo italiano e il nostro sistema produttivo dalle conseguenze”, ha aggiunto il capo della diplomazia. L’Italia sta anche attuando misure di sensibilizzazione presso i suoi partner internazionali, soprattutto attraverso la presidenza italiana del G7. Lo riferisce la Farnesina. A questo proposito, la riunione dei Ministri del Commercio del G7 di luglio a Reggio Calabria, che sarà presieduta dal Ministro Tajani, lavorerà per prestare particolare attenzione politica alle implicazioni della crisi del Mar Rosso.

Nel comunicato finale della riunione ministeriale del G7 a Capri si condannano gli attentati nel Mar Rosso e si esprime preoccupazione per gli ostacoli al transito di forniture energetiche, materie prime e altri beni. È stato inoltre riaffermato il sostegno ai paesi che esercitano il diritto di difendere le proprie navi e sono stati accolti con favore gli sforzi dell’operazione Aspids. (di cui l’Italia ha il comando tattico) e l’operazione Prosperity Guardian guidata dagli Stati Uniti. La missione navale europea Aspides sta ottenendo risultati significativi e sta lavorando in collaborazione con Prosperity Guardian (nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden) E l’Atalanta (nell’Oceano Indiano nordoccidentale). Finora hanno beneficiato delle attività di accompagnamento 100 navi mercantili. Inoltre, è stato concluso un accordo di supporto logistico con Gibuti e l’Egitto ha espresso la propria disponibilità a fornire carburante alle navi Aspids.

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Oltre alla missione Aspedes, il 3 aprile l’Italia ha assunto il comando della Combined Maritime Task Force 153 nell’ambito della Combined Maritime Task Force. (smf)Di stanza presso la base navale della Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti a Manama, sotto la cui responsabilità opera la Guardia della Prosperità. Inoltre, l’Iran ha ventilato la possibilità di un dialogo con l’Italia per quanto riguarda il Mar Rosso. L’inviato speciale del Dipartimento di Stato per lo Yemen, Gianfranco Petruzzella, si recherà a Teheran il 14 e 15 maggio per tenere consultazioni sulla questione. Infine, da mesi l’Italia guida il fronte dei Paesi europei per richiamare l’attenzione della Commissione Europea sul tema dell’estensione del sistema ETS. (Sistema di scambio delle quote di emissione dell’Unione Europea) Al settore marittimo, che rischia di esacerbare il divario competitivo tra i nostri porti e quelli internazionali. Si sta valutando congiuntamente la richiesta di sospensione dell’obbligo di pagare le tariffe ETS ai porti di trasbordo.

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