Maggio 18, 2022

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Modificare la Costituzione italiana sulla base della Laudato si’?

La Costituzione della Repubblica Italiana, approvata nel 1948, corrisponde logicamente alle costituzioni liberali occidentali a partire dalla Rivoluzione francese. Presenta tutti i temi comuni a questo tipo di documenti: diritti umani, libertà religiosa, assenza di riferimenti all’ordine divino, laicità, tutti principi noti condannati dai rabbini in più occasioni come contrari alla rivelazione.

Questi principi liberali e rivoluzionari sono stati accettati dal clero, come sappiamo, con la proclamazione del Vaticano II Dignitatis humanae nel 1965. Sono nati dal mondo ed sono entrati nelle costituzioni delle nazioni moderne, solo dopo una lunga lotta fino a quando queste idee non sono penetrate le menti ei documenti dell’episcopato cattolico. Come ha detto il cardinale Swains, il Vaticano II era “nel 1789 nella Chiesa”.

Questa volta, però, la nuova prospettiva ecologica, che fa della terra un ente soggetto a diritti e quasi una persona vivente da tutelare, è entrata prima nei documenti di papa Francesco, e solo poi nella costituzione (almeno la costituzione d’Italia ).

Lettera pubblica Laudato Si’

Il messaggio di papa Francesco pubblicato nel 2015 è davvero la carta essenziale di questa nuova era per la Chiesa: si presenta infatti come una «visione filosofica e teologica dell’uomo e del creato» (n. 130).

Il capitolo VI invoca esplicitamente tale “apostasia ecologica” (sic) dell’individuo e della stessa Chiesa (nn. 216-217), introducendo, con una terminologia tipica del modernismo, come un aspetto essenziale dell’“esperienza cristiana”, rendendola chiaro che non si tratta solo di pensieri dogmatici ma di “sentimento, vita”, “misticismo che ci ristora”.

I grandi doveri ambientali del Nuovo Mondo hanno bisogno di una ragione profonda per vivere, e il cristianesimo (come altre esperienze religiose) si presenta qui come il motore dell’animazione spirituale.

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Nella Lettera Generale la Terra è presentata come un vero essere vivente, madre e sorella, e non solo in senso figurato. Joy and spes 22, sviluppato da Giovanni Paolo II nel Redemptor hominis, ha potuto dire che «per mezzo dell’incarnazione il Figlio di Dio è stato unito in certo modo ad ogni uomo» (n. 13). Va ricordato a questo proposito che per la fede cattolica, attraverso l’Incarnazione, il Figlio di Dio è stato personalmente unito alla natura umana nata dalla Vergine Maria.

Oggi si dice che Cristo era unito a tutta la creazione (cfr es. nn. 235 e 238 della Laudato si’), e quindi la creazione è degna di amore e di salvezza in quanto tale, così come ogni essere umano è stato salvato secondo Giovanni Paolo II.

Il capitolo 5 del Messaggio generale è un grande appello per gli Stati, le organizzazioni internazionali e le associazioni a rivedere in profondità le loro priorità, non solo attraverso interventi specifici, ma attraverso un programma ambientale lungimirante e di principio (n. 177-178). Il parlamento italiano sembra aver risposto a questa chiamata.

“Trasformazione ambientale” in Italia

L’attuale governo italiano ha così deciso di introdurre l’Italia in questa nuova prospettiva e si è spinto fino a modificare la costituzione. E’ già stato creato un “Ministero Speciale per la Trasformazione Ambientale”, affidato al fisico Roberto Cingolani.

Il signor Cingolani è noto per aver dichiarato durante una conferenza nel giugno 2021 che “la Terra è progettata per tre miliardi di persone” e che “l’uomo è un parassita perché consuma energia senza produrre nulla”.

Pochi giorni dopo, ha detto al quotidiano La Stampa che il cambiamento ambientale “potrebbe essere un bagno di sangue” e che “dovremo pagare un prezzo pesante per l’anidride carbonica e le sue conseguenze, ad esempio sulla bolletta della luce”. Oggi, questo personaggio accoglie con favore i cambiamenti costituzionali.

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Così, d’ora in poi, l’articolo 9 della Costituzione – articolo che fa parte dei “Principi Fondamentali” – afferma che la Repubblica, oltre alla cultura e al paesaggio, “tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, nonché a vantaggio delle generazioni future La legge statale regola le modalità e le forme di protezione degli animali.

L’articolo 41, che affermava che l’iniziativa economica privata poteva essere limitata solo da esigenze di sicurezza o di dignità e libertà umana, era integrato dal fatto che poteva essere regolata, seppur positivamente, da esigenze ambientali. Non tarderà la riforma di ampi tratti del codice civile e del codice penale, che fino ad allora consideravano l’ambiente e gli animali “cose” al servizio dell’uomo.

La costituzionalista Marilisa D’Amico ha commentato: “Finora è stato riconosciuto il concetto di ecologia dal punto di vista umano, legato al diritto alla salute umana: beneficiario della tutela giuridica è l’individuo e non l’ambiente in quanto tale, ad eccezione del valore del paesaggio, che è sempre il prodotto della visione umana.”

“D’ora in poi è stato adottato un concetto oggettivo di ambiente: questa acquisizione si inserisce nello sviluppo della giurisprudenza costituzionale che ha rafforzato negli ultimi anni la dimensione autonoma del concetto di ambiente”.

Lo Stato italiano, insomma, dichiara che la tutela dell’ambiente può giustificare qualsiasi intervento volto a restringere l’economia – e forse la popolazione, come auspica il ministro Cingolani – perché la terra, come gli animali, è oggetto di una legge separata, in una visione non a caso simile a quella di papa Francesco.

Così gli ecclesiastici sembrano aver rimediato ai “duecento anni di ritardo” di cui parlava il cardinale Martini poco prima della sua morte. Ora sono davanti anche ai paesi occidentali nella corsa all’abisso. Cominciano le operazioni, dice papa Francesco, ritenendo che “il tempo è più grande dello spazio”.

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Ma purtroppo hanno dimenticato ciò che resta eterno, superiore al tempo e allo spazio.