Maggio 21, 2022

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La stampa italiana avverte del nuovo eroe Capuozzo

Ange Capuozzo dances past Kieran Hardy on his way to setting up the vital score. Photograph:  Alex Livesey/Federugby/Getty Images

“Maradona? No, Capuozzo. E non sembra nemmeno un rugbista”. Se il titolo di punta de La Gazzetta dello Sport è qualcosa su cui basarsi, il rugby italiano ha un nuovo campione dal volto infantile. Un passo avanti, Angie Capuzo.

La Gazzetta ha ragione, per essere onesti. Il linebacker 22enne – che pesa 71 kg e ha i capelli di oltre 5’8 pollici – ha segnato una doppietta per l’omino sabato pomeriggio a Cardiff. Non solo la sua pausa in ritardo come sforzo ha mostrato il meglio dei suoi magri giocatori di rugby, ma ha anche assicurato che l’Italia avesse scioccato il Galles 21-22 nell’ultima partita della partita. Questa è stata la prima vittoria degli Azzurri nel Sei Nazioni in 37 tentativi.

È stata la seconda presenza in nazionale di Capuzzo dopo aver esordito la scorsa settimana contro la Scozia.

Vi chiederete perché il paragone tra un rugbista italiano e l’argentino Maradona? Francesco Palma in questo pezzo de La Gazzetta ci fornisce alcune informazioni di base su Capuozzo che potrebbero spiegarlo. “Lui (Capuozzo) pesa solo 71 chilogrammi, ha un bel viso, è nato a Grenoble ma suo nonno è napoletano. Si è presentato alle Azzorre”.

Maradona, ovviamente, a un certo punto è andato troppo oltre con il suo scambio con il Napoli. Scarsa connessione, ma lasciamo un po’ di spazio agli italiani felici. Se Mickey Lowery ha appena vinto la partita dell’Irlanda per la prima volta in sette anni, Pelé potrebbe essere il prossimo per tutto ciò che ci interessa.

“Non sembra nemmeno un giocatore di rugby”. Doppia vittoria per il piccolo Capuozzo con la faccia da bambino. Fotografia: Andy Watts/INFO

Palma continua fornendo una descrizione cinematografica di quello che è stato il finale più drammatico possibile al Principality Stadium. “Settantotto minuti sul cronometro, poco meno di due minuti alla fine.” Immagine davvero buona e dipinta.

“Lo spettro di un’altra onorevole sconfitta appare sugli spalti del Cardiff e sui divani dei tifosi italiani, unendo orgoglio per una prestazione alta e rammarico per ciò che avrebbe potuto essere, ma non è stato. Un film già visto e recensito, che ci sorprende poco prima della fine, con un finale inaspettato”.

Sul Corriere della Serra, Domenico Calcagno dà uno sguardo più approfondito alla pausa vincente di Capuozzo. Il 22enne di Grenoble, dove sbarcò il nonno dopo aver lasciato il Napoli negli anni ’40, con i capelli neri e solo 71 chili, raccoglie palla a 60 metri dalla linea di porta e corre.

“Evita il primo contrasto, gira lo stipite senza intoppi, si siede per un terzo gallese con un passo laterale, balla sulla destra. Ang può provare a tirare dritto ma vede Padovani sulla sinistra e passa la palla a lui e al succede il miracolo”.

La stampa italiana aspetta da sette anni per riportare la vittoria del Campionato Sei Nazioni. L’attesa non ha sminuito la loro capacità di raccontare una storia.

Certo, con tutte le attenzioni rivolte a Capuozzo, è facile dimenticare che Paolo Garbisi doveva ancora sbloccare la deviazione per assicurarsi il punteggio. Data la sua importanza, si può dire con certezza che il calcio sarà il diversivo più difficile davanti ai pali che un giovane “10” dovrà mai fare.

Paolo Garbessi (a terra) non nasconde le proprie emozioni dopo aver superato la conversione vincente.  Foto: Alex Livesey/Federugby/Getty Images

Paolo Garbessi (a terra) non nasconde le proprie emozioni dopo aver superato la conversione vincente. Foto: Alex Livesey/Federugby/Getty Images

Come ha detto Massimo Calandri a La Repubblica: “Il suo calcio pesa una tonnellata: l’ovale passa tra i pali, non è possibile ma con quello sì, la punta di Azzurri cade a terra e lui scoppia in lacrime”.

Calcanio del Corriere continua a dare un’occhiata ai miglioramenti vincenti che l’Italia ha apportato alla sua prestazione complessiva. “Cardiff era un’Italia diversa”, spiega. “Ogni sostanza e male. Attenzione in difesa, niente gioco, niente passaggi inutili.

“Tanti tiri in più, pochi falli perché si sono presi meno rischi del solito. È il rugby che dovrebbero giocare gli Azzurri: sacrificio e disciplina. Tutti i calci di rigore sono stati effettuati tra la traversa e non sulla linea dell’angolo.

A La Stampa, Stefano Simraro mette in luce un momento toccante al termine della competizione quando Josh Adams ha consegnato il migliore in campo all’azzurro Capuzzo.

“Succede solo nel rugby”, dice Simraro. Il premio è stato deciso alla fine del match, ea quel punto Adams ha segnato il tentativo che sembrava decidere la competizione.

“Tuttavia, l’invenzione di Capuozzo, il gioiello, ha convinto l’esterno gallese a compiere un gesto tanto nobile quanto insolito in altri sport”.

L’ultima parola va a Calcagno, che sta cercando di capire cosa significhi per l’Italia questa vittoria tanto necessaria per l’interminabile dibattito sul futuro del Sei Nazioni. “Ora è difficile dire se qualcosa sia nato a Cardiff”, ammette. “Il gruppo è giovane e una vittoria come quella di sabato può cambiare tante cose. Nella mente soprattutto.

“Il tempo lo dirà, ma per ora godiamoci un successo che fermerà il dibattito su ‘Cosa farà l’Italia nel Sei Nazioni?'” Il successo manca da tempo, dal 28 febbraio 2015, quando l’Italia ha battuto per l’ultima volta la Scozia.

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