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Italia: il declino della libertà dei media richiede un intervento dell’UE

Italia: il declino della libertà dei media richiede un intervento dell’UE

Bruxelles, 25 giugno 2024

Gentile Presidente del Parlamento Europeo, Signora Roberta Metzola,

Gentile Presidente della Commissione europea, Ursula van der Leyen,

Portiamo alla vostra attenzione i risultati del nostro recente lavoro di advocacy presso il Comune di Roma per esprimere le nostre serie preoccupazioni riguardo al declino della libertà dei media in Italia e nella speranza che vi impegnerete ad affrontare urgentemente questo problema con la prossima Commissione e il nuovo Parlamento .

Il Media Freedom Rapid Response (MFRR) è un meccanismo a livello europeo per monitorare, monitorare e reagire alle violazioni della libertà di stampa e dei media negli Stati membri dell’UE e nei paesi candidati. Il programma fornisce supporto legale, patrocinio pubblico e informazioni per proteggere i giornalisti e gli operatori dei media. A maggio, MFRR ha condotto a Missione urgente in Italia. I nostri rappresentanti hanno esaminato tre questioni: Senza precedenti Intervento politico Mezzi di servizio pubblico Radiotelevisione Italiana (RAI), membri del governo hanno legalizzato le molestie nei confronti dei giornalisti dissidenti e deputato Possibile acquisizione dell’agenzia AGI da parte di Antonio Angelucci. Hanno incontrato i nostri rappresentanti Funzionari di diversi organi stataliGiornalisti A Vari tipi di media e sindacati, nonché con le parti interessate della società civile per affrontare l’erosione della libertà dei media in Italia. RSfortunatamente, l’MFRR non ha avuto l’opportunità di incontrare i rappresentanti della coalizione di governo poiché tutte le richieste di incontro sono state respinte o ignorate.

La delegazione ha valutato che la RAI Ora è soggetto a un livello crescente e senza precedenti di interferenza politica da parte dell’attuale governo, che porterà a un’ulteriore perdita di libertà. Sebbene la politicizzazione della RAI non sia una novità, le discussioni con i giornalisti della RAI hanno confermato che i recenti sviluppi hanno portato a livelli di pressione senza precedenti, a una ridotta libertà editoriale e a crescenti casi di autocensura. L’anno scorso la R.A.I Cambiamenti amministrativi guidati politicamenteIn concomitanza con il 2023 La citazione da parte della commissione parlamentare che vigila sulle trasmissioni RAI viene utilizzata come forma di intimidazione Rivolto a Sigfrido Ranucci, così come i più recenti Lo scrittore italiano Antonio Scurati L’improvvisa cancellazione del monologo antifascista e quanto segue Il punto fermo dello spettacolo di Serena BordoneIl giornalista che avrebbe dovuto ospitare Scurati afferma uno sforzo senza precedenti nel censurare le voci indipendenti e critiche.

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Nell’ultimo anno e mezzo, l’Italia ha visto un aumento del numero di minacce legali provenienti dai massimi livelli. Personaggi pubblici, soprattutto quelli volti a mettere a tacere i critici del governo. Ancora più importante, il mese prossimo si terranno le udienze di due casi vessatori avviati da importanti membri dell’attuale governo: il primo processo per un caso penale di diffamazione; Lanciata dal premier Giorgia Meloni contro i media italiani Domini; e il quarto processo del procedimento penale per diffamazione da loro avviato Ministro infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini contro lo scrittore italiano Roberto Saviano. In un ambiente del genere, Il disegno di legge, sostenuto dalla coalizione di governo e volto a riformare le leggi sulla diffamazione, noto come disegno di legge Balboni, non criminalizza la diffamazione e va contro gli standard internazionali ed europei sulla libertà di espressione.

Infine, la delegazione teme il rilevamento di una delle principali agenzie di stampa del paese, AGI (Agenzia Giornalistica Italiana), on. Antonio Angelucci – che già controlla molti dei principali quotidiani – minaccerebbe il futuro dell’indipendenza editoriale dell’AGI e ridurrebbe il pluralismo dei media.

MFRR intende pubblicare il suo rapporto finale sulla missione entro la metà di luglio. Il 17 maggio 2024, durante la nostra conferenza stampa a Roma, abbiamo presentato raccomandazioni per sostenere le riforme tanto necessarie che allineano le regole italiane al pluralismo internazionale e dell’UE e alla libertà di espressione:

  • avviare una riforma complessiva della legge che regola le emittenti pubbliche italiane in conformità con l’articolo 5 della legge europea sulla libertà dei media;
  • Attuare una riforma globale delle leggi sulla diffamazione, Dare priorità all’innocenza della diffamazione e riformare il diritto civile. Tale riforma dovrebbe essere allineata alla legislazione italiana la Direttiva Anti-SLAPP dell’UE, la Raccomandazione Anti-SLAPP dell’UE e la Raccomandazione Anti-SLAPP del Consiglio d’Europa, nonché gli standard internazionali sulla libertà di espressione;
  • Durante l’offerta dell’azienda per l’acquisizione dell’agenzia di stampa AGI, le autorità di regolamentazione AGCOM ((Autorità per la Garanzia delle Comunicazioni) e AGCM (Autorità garante della concorrenza e del mercato italiana) dovrebbe effettuare una valutazione approfondita e trasparente e considerare l’impatto sul pluralismo dei media, sulla libertà editoriale e sul conflitto di interessi, conformemente alla legge europea sulla libertà dei media.
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Chiediamo al Parlamento europeo e alla Commissione europea di tenere conto dei nostri risultati e di lavorare insieme per garantire che il prossimo Parlamento e la prossima Commissione prestino la dovuta attenzione a questa situazione critica in Italia e diano priorità alla protezione della libertà dei media in tutta l’UE.

Gentile Signora Presidente van der Leyen, raccomandiamo i suoi servizi per consolidare questi risultati nel rapporto 2024 sullo Stato di diritto che sarà pubblicato il 24 luglio. La libertà dei media è uno dei quattro pilastri della legge ed entrambi sapete quanto può essere a rischio la libertà dei media quando non è garantita. Siamo debitori non solo ai giornalisti e ai professionisti dei media in Italia che lottano per il diritto e il dovere di riferire liberamente senza timore di indebite interferenze politiche, ma anche al diritto del pubblico di sapere.

Crediamo nel vostro impegno nel sostenere un panorama mediatico libero, indipendente e pluralistico in Italia e in tutta l’UE. Il futuro della democrazia italiana poggia su questa premessa.

firmato,

Federazione Europea dei Giornalisti (EFJ)

Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT)

Articolo 19

Centro europeo per la libertà della stampa e dei media (ECPMF)

Istituto Internazionale della Stampa (IPI)