Frattura della clavicola

La frattura della clavicola

La frattura della clavicola è sempre causato da un evento traumatico come può essere un incidente stradale o un infortunio sportivo più frequente nel rugby e nel calcio ma anche in altri sport dove si realizza una caduta che sovraccarica tale osso. Si riscontrano frattura alla clavicola anche in infortuni sul lavoro, a seguito di traumi alla spalla.

Come si verifica la frattura 

Le ossa sono costituite da strutture solide in condizioni fisiologiche o indebolite da una rarefazione del tessuto in molte condizioni tra cui una delle più importanti e frequenti è l’osteoporosi.

In verità anche altre patologie possono provocare una rarefazione ossea, quindi un indebolimento della struttura.  L’indebolimento delle ossa può portare con una certa facilità alla frattura delle ossa anche a fronte di traumi modesti o addirittura in maniera spontanea.

Le ossa lunghe sono soggette a fratture nella porzione mediale soprattutto, poiché è in questa porzione che per leggi fisiche si scaricano maggiormente le forze. La frattura della clavicola, ad esempio, si verifica con maggiore facilità proprio in questo punto.

Come si presenta la frattura alla clavicola  

Ovviamente la frattura alla clavicola, quale sia la sua causa, si dimostra con una radiografia ma spesso i due monconi ossei formano tra loro un rigonfiamento che si rende particolarmente evidente all’osservazione, tanto da consentire la diagnosi di frattura anche senza bisogno di fare una radiografia che la dimostri.

Se la frattura è ancora composta, ossia senza che i due monconi ossei perdano il loro allineamento, il medico potrà sospettare la frattura dalla presenza frequente di un ematoma e dal dolore che toglie capacità funzionale al braccio, oltre che dalle dinamiche riferite dal paziente ma avrà bisogno della conferma radiologica per non incorrere in errori diagnostici. 

Cosa fare in presenza di frattura della clavicola

Le ossa hanno una grande capacità di rigenerazione e riparazione dei loro tessuti ma per questo è necessario del tempo. Questo significa che i capi ossei che sono oggetto di frattura devono restare nella corretta posizione per un certo tempo necessario all’organismo alla riparazione. 

Per questo motivo di fronte ad una frattura si rende necessaria l’immobilizzazione. Nel tempo in cui le ossa vengono immobilizzate nella corretta posizione, si realizza il processo di ricostruzione e consolidamento della frattura. 

Tutto sommato è facile ingessare una gamba o un braccio per un certo tempo ma l’ingessatura non è una buona soluzione per la frattura della clavicola. Per immobilizzare il movimento della spalla rispetto al braccio, consentendo la riparazione della frattura della clavicola, si utilizza una speciale fasciatura o immobilizzazione con un particolare tutore chiamato Desault.

Il primo intervento, comunque, vede il ghiaccio protagonista, per la sua azione antinfiammatoria, analgesica e di stasi sanguigna, evitando o almeno limitando l’ematoma conseguente alla frattura, quindi riducendo il dolore e accelerandone il riassorbimento. 

Conseguenze e riabilitazione

Quando i capi ossei della clavicola a seguito della frattura non sono allineati, si può rendere indispensabile l’intervento chirurgico ma spesso l’ortopedico riesce a riallineare i capi con una particolare manovra immobilizzando successivamente la spalla in modo da consentire la guarigione. 

Talvolta i capi ossei si rinsaldano in posizione non allineata, dando luogo ad un gonfiore che non scomparirà mai e anche ad una posizione asimmetrica delle spalle.

La frattura della clavicola può frequentemente portare alla necessità di un’azione di riabilitazione il cui compito è demandato a fisioterapisti esperti.

L’applicazione di creme ed unguenti locali, soprattutto a base di arnica e artiglio del diavolo possono essere utili a ridurre l’infiammazione ed il dolore conseguenti a frattura della clavicola ma la loro applicazione deve essere effettuata con la massima cautela sulla sede della lesione per non modificare la posizione dei capi ossei.

In ogni caso è bene consultare il medico prima di procedere autonomamente con ogni azione in caso di presenza di frattura. 

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