Gestione servizio idrico, il M5s Terni alza il tiro e va anche in Regione

sollecitazioni di cittadini stremati da una gestione insostenibile

Emergenza Idrica, Terni Nord, divieto assoluto di utilizzo dell’acqua

Gestione servizio idrico, il M5s Terni alza il tiro e va anche in Regione TERNI – Il M5S presenterà nei prossimi giorni una mozione congiunta in Comune e Regione e numerose interrogazioni sulla società, misto pubblico-privato, di gestione del servizio idrico integrato. 

Regalo da 18 milioni di euro. In primo luogo l’approfondimento riguarderà l’affidamento diretto contra legem per la realizzazione dell’acquedotto Terria-Pentima. La società è infatti stazione appaltante e affidataria con un privato selezionato per la gestione del servizio e non per la realizzazione di opere pubbliche. Roba da far strabuzzare gli occhi, anche se i lavori stanno andando impunemente avanti senza che nessuno intervenga. Milioni veri per pozzi che non emungono acqua, come descritto nella maxi-variante al progetto presentata alcuni giorni fa.

Un’opera utile solo ad aver arricchito le tasche del privato, che dopo aver incassato l’affidamento dell’opera ha immediatamente ceduto le quote di maggioranza ad ACEA. Impatto ambientale devastante (così come annunciato) con danni inaccettabili per il pregio e l’attrattività turistica del territorio e conseguenze economiche sulle potenzialità delle imprese locali.

Contaminazione dell’acqua. Un focus sulla gestione dell’emergenza trielina dell’anno scorso e il continuo riferimento alla contaminazione delle acque, secondo i vertici della SII, conosciuta da anni dalle istituzioni e mai comunicata alla cittadinanza prima di gennaio 2016, solo grazie al M5S. Chiederemo un confronto rispetto alla normativa relativa alla gestione delle acque potabili e al mancato rispetto degli obblighi di comunicazione alla cittadinanza.

Bollette stellari. Un aumento verticale delle bollette quello avvenuto in 16 anni nel passaggio dalla gestione pubblica all’ingresso del privato, con perdite nella rete del 41% e una sensibile diminuzione della qualità del servizio. L’offerta presentata nel 2001 dal privato per la gestione del servizio idrico prevedeva investimenti e un piano tariffe che va immediatamente verificato.

Azioni che nascono da decine di richieste e sollecitazioni di cittadini stremati da una gestione insostenibile su cui la politica non può più esimersi dall’intervenire.

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